April Wrap Up | Ovvero i libri letti nel mese di Aprile 2015

Questo mese credo di aver battuto uno dei miei record personali: ho letto ben 8 libri che cosa???– tutti in edizione cartacea; devo dire che mi sono anche piaciuti molto, a parte il primo che in confronto a tutti gli altri davvero non merita molto. Cavoli, mi rendo conto che questo mese è stato davvero molto fruttuoso: da una parte ho scoperto nuovi autori che credo possano entrare a far parte della mia lista di autori preferiti ( assieme a Patrick Rothfuss e Kate Morton, per intenderci; quindi immaginatevi quanto mi possano piacere), dall’altra ho scoperto di non dovere sottovalutare e snobbare la letteratura contemporanea, perché tra gli innumerevoli titoli e autori ci sono sempre grandi sorprese e chicche letterarie.

Mi rendo conto che leggere tanti libri va di moda: molti puntano di più sulla quantità di libri da leggere piuttosto che nella qualità; io non mi schiero in nessuna delle due fazioni, se così si possono chiamare, perché se al mondo potessimo leggere tanti libri e tutti belli sarebbe davvero un mondo utopico irraggiungibile. A mia discolpa, comunque, devo dire che tra le feste e cazzeggi vari, ho avuto un sacco di tempo a mia disposizione – tra l’altro, l’ispirazione per i disegni ancora non c’è- quindi perché non approfittarne visto la mia voglia di libri?

Bene, dopo questa lunga e inutile intro, vi svelo subito tutti i libri che ho letto nel mese di aprile 2015:

  • La Maschera e la Spada di Alberto de Stefano;
  • La Veneziana e altri racconti di Vladimir Nabokov;
  • Di cosa parliamo quando parliamo di Anne Frank di Nathan Englander;
  • Harry Potter e la Camera dei Segreti di J.K.Rowling;
  • Lizzie di Shirley Jackson;
  • Andromeda Heights di Banana Yoshimoto;
  • Il Baco da Seta di Robert Galbraith;
  • Notre Dame de Paris di Victor Hugo.

 La Maschera e la Spada

di Alberto de Stefano

Rating: ★★★☆☆ 3/5*

Avevo ricevuto questo libro in scambio su Bookmooch, e devo dire per fortuna non l’ho comprato. Non per essere cattiva, ma questo fantasy aveva tutte grandissime potenzialità che poi non sono state sfruttate al massimo.

La storia di base mi è piaciuta molto, la scrittura coinvolgente e scorrevole.
Ma devo dire che in sole 312 pagine tutto si è svolto TROPPO velocemente; infatti in molte parti non ci si sofferma troppo sui dettagli, ma sembra quasi che la scrittura sia addirittura superficiale e poco approfondita. La trama, quando la lessi, mi aveva subito incuriosita in quanto amo anche io la mitologia norrena e mi piace leggere di queste storie fantasy che richiamo quei mondi; ma mi aspettavo fosse più “epica”, per così dire. Da questo aspetto mi ha deluso molto, perché davvero ci credevo. Se fossero stati presenti più elementi descrittivi e narrativi alla Tolkien, come l’autore ammette di amare, sicuramente sarebbe stato di livello superiore.
In futuro leggerò sicuramente altro dell’autore, perché voglio dargli una seconda possibilità.
Lo consiglio comunque a chi volesse leggere un fantasy non troppo impegnativo e scorrevole da leggere. Magari per un regalo ad un ragazzino per il suo compleanno. 


La Veneziana e altri racconti

di Vladimir Nabokov

Rating: ★★★★★ 5/5*

Se il primo libro del mese mi ha leggermente deluso, questo mi ha letteralmente fatto innamorare dell’autore.

Vladimir Nabokov è davvero uno scrittore eccezionale, sia per la sua prosa magica e poetica, sia per la sua capacità di tenere incollato il lettore alle pagine. La veneziana comprende una sequenza di racconti scritti in russo da Nabokov, quasi tutti fra il 1923 e il 1925. È questo il periodo che rimane in gran parte da scoprire della sua opera (fino a tempi molto recenti quattro di questi racconti, incluso La veneziana, erano inediti anche in russo, mentre tutti lo sono per l’Italia). Qui Nabokov si mostra già maturo e gioca su mutevoli scenari: la Russia perduta, l’Inghilterra degli studi universitari, la Svizzera di brevi vacanze sulla neve, la Germania, nuova patria casuale e non amata. Ciascuno di questi scenari, che poi rimarranno inevitabili nella geografia mentale di Nabokov, è una sfida per una divorante vocazione narrativa, per una scrittura che sonda con felice stupore le sue latenti possibilità, i suoi molteplici toni e registri. Il giovane letterato russo in esilio sfodera le sue armi senza tremori o esitazioni: ha già individuato il nemico, e alle scontate ma sempre pericolose manovre del «realismo» oppone la gioiosa e massiccia offensiva di un iridato linguaggio ricco di accostamenti imprevisti, fulminee diversioni spazio-temporali, una già smaliziata strategia dell’illusione e del trompe-l’oeil. Così le minime cose dell’anima e del mondo vengono trionfalmente sottratte alla tirannia del tempo e ricomposte in un nuovo arabesco, in una nuova armonia dove nulla è brutto, casuale. Plumbeo e tremendo se guardato con l’austero e presuntuoso pince-nez dell’«obiettività», il reale rivela suoni e colori prodigiosi a chi lo osserva attraverso il diafano cristallo magico del gioco, dell’ironia, della pietà, dell’amore, della creazione artistica. Tra i miei racconti preferiti: Suoni, gli Dei, la Veneziana e il Drago. 

Di cosa parliamo quando parliamo di Anne Frank

di Nathan Englander

Rating: ★★★☆☆ 3/5*

Altra raccolta di racconti del mese, anche questa ricca di piccole sorprese. Avevo già sentito parlare di questo libro da una youtuber italiana, e dato che i pareri erano entusiastici speravo valesse l’attesa della lettura.

Questo autore, attraverso molti racconti, vuole darci una rivisitazione dell’Olocausto. Molto spesso, quando si legge di questo drammatico pezzo della nostra storia, sono molti i sentimenti stucchevoli e struggenti che ci ispirano le narrazioni degli scrittori, ma questo libro va contro ogni aspettativa: lo scrittore ha uno stile ironico e intelligente, non sfora mai nel melodrammatico e nel ridicolo.

I racconti passano dai giorni nostri al passato, e racconta debolezze e forza dell’essere umano, in particolare la forza e la debolezza “dell’essere ebreo oggi”. Per quanto la scrittura di questo autore sia davvero coinvolgente, molti suoi racconti, come quello pilota, proprio non l’ho capito. Altri invece sono davvero inquietanti, altre ti fanno irritare, altri mi hanno commosso.

Forse non sono brava a raccontare questo tipo di libri, perché ognuno coglie diverse sfumature e diversi significati. Credo che comunque cercherò altro dell’autore, perché se comunque mi sono piaciuti alcuni romanzi – tra i miei preferiti Le Colline sorelle e il Lettore- voglio riuscire ad entrare in questo genere letterario. Se qualcuno di voi, sicuramente più afferrato di me in materia, ha letto il libro ed è riuscito a cogliere a pieno il significato lo prego di scrivermi qui sotto un suo pensiero, giusto da aprirmi un mondo e farmi conoscere ciò che non so.

Tra le altre cose, credo che la copertina sia una delle più belle che io abbia mai visto. La adoro.


Harry Potter e la Camera dei Segreti

di J.K.Rowling

Rating: ★★★★★ 5/5*

Ogni volta che rileggo questo libro, uno dei miei preferiti della saga, ne rimango affascinata. Non c’è molto da dire su questo libro e saga, solo che deve essere letta; gni libro parla da sé.

Come non poter amare ogni singola parola di questo libro? Come non poter amare questo mondo che la Rowling è riuscita a creare?

Tra le altre cose, questo libro mi ha fatto amare ancora di più Ron. Non so perché, eppure credo che se non fosse per la simpatia di Ron tutti i libri dell’autrice forse non sarebbero così divertenti. Sarò forse di parte? Sarà perché ho un debole per i rossi inglesi?

Fatto sta che quando voglio davvero viaggiare con la fantasia, basta che prendo un libro qualsiasi della saga che subito mi immergo in questo mondo fatto di maghi, streghe e magie incredibili.

Per molti Harry Potter è stato come un fratello: come me, da quando è uscito la prima volta in libreria- molto, moooolto tempo fa- è subito entrato nel nostro cuore per non andarsene mai più. Harry Potter è un fratello, è un amante, è un sogno. E’ un periodo della nostra storia che ricordiamo con gioia quando riapriamo le pagine e ci troviamo a confrontarci non Draco Malfoy, Silente e Voldemort. E poi, quando non è carino Dobby qui?


Lizzie

di Shirley Jackson

Rating: ★★★★☆ 4/5*

E’ il primo libro che leggo dell’autrice, e credo proprio sarà l’inizio di un grande amore. Questa scrittrice statunitense è famosa per essere una scrittrice dell’horror: e in effetti in questo romanzo, e come in tutti i suoi romanzi, il tema centrale è quello della malattia mentale. 

Malattia mentale che porta la protagonista Elizabeth Richmond ad avere una personalità multipla; Lizzie è una ragazza normale, anomina, lavora in un museo e non sembra avere altri progetti che quello di aspettare “la propria dipartita stando il meno male possibile”. Ma sotto quella apparente tranquillità dentro di lei si agitano altre personalità che vogliono prendere il sopravvento, causandole emicranie e amnesie.

Sarà il Dottor Wright che riuscirà, attraverso l’ipnosi, a stabile che il problema della ragazza è quello delle sue molteplici personalità: oltre alla timida Elizabeth, si presentano Beth ( la Lizzie più gentile e amabile) e Betsy ( la Lizzie più diabolica e cattiva), che vorrà sopraffare le altre due Lizzie.

La scrittura della Jackson rapisce e ammalia, ti trascina all’interno della storia e ti fa vedere sotto tutti i punti di vista ( quello di Elizabeth, quello di Besty, quello del dottor Wright, e infine quello della zia di Elizabeth) tutti i miglioramenti e discese della malattia della ragazza. E’ un libro incantevole, ma da quel che ho letto non è il suo romanzo più riuscito. Questo romanzo mi ha aperto un nuovo mondo verso questo genere thriller:per quanto io sia una persona ansiosa – e cerco di evitare sempre di leggere generi del genere che mi mandano l’ansia alle stelle- questo romanzo ha avuto un effetto ipnotico su di me. Leggerò sicuramente il suo capolavoro, Abbiamo sempre vissuto nel Castello, dato che ho sentito pareri molto più positivi di questo. Che sia la mia iniziazione a questo genere?


Andromeda Heights

di Banana Yoshimoto

Rating:  ★★★★☆ 4/5*

E’ bellissimo quando riesco a leggere un libro di un autore giapponese che in poche centinaia di pagine riesca a trasmettermi una tranquillità e una serenità che nessun scrittore fin’ora era riuscito a darmi.

Questa autrice straordinaria entra a far parte direttamente nell’olimpo dei miei scrittori preferiti. Andromeda Heights è il primo libro della quadrilogia de Il Regno. Shizukushi, dopo la partenza della nonna per l’Europa, si ritrova da sola ad affrontare la vita e il mondo, costringendola quindi a spostarvi verso la città in cerca di lavoro e di una casa dove vivere. Ma la vita frenetica della città le farà presto ricordare la pace e la quiete della montagna dove è sempre vissuta, il contatto con la natura e le sue meravigliose manifestazioni. Sarà un nuovo amore e un giardino di cactus a riuscire a renderla felice come a casa.

Leggendo da subito le prime righe ci si immerge in questo mondo quasi surreale, fatte di atmosfere dolci e da un sapore quasi infantile. La scrittura della Yoshimoto è semplice, scorrevole ed elegante e che riesce a rievocare immagini e profumi. Ne sono rimasta davvero affascinata, perché per la prima volta una autrice è riuscita ad infondermi la calma e la tranquillità che in nessun romanzo avevo trovato. Bello, bello, bello.

Leggerò sicuramente qualcos’altro di questa autrice, e andrò avanti con questa saga. Avete qualcosa da consigliarmi?


Il Baco da Seta

di Robert Galbraith

Rating: ★★★★☆ 4/5*

Seconda  indagine del detective privato Cormoran Strike e della sua segretaria-aiutante, Robin Ellacott. Questa volta la storia comincia con la scomparsa dello scrittore Owen Quinn, e la moglie incaricherà l’investigatore per scoprire dove lui sia finito. Andando avanti con le indagini, Cormoran scopre che questo scrittore aveva appena finito di realizzare un manoscritto, abbastanza contorto, controverso e a sfondo sessuale, che riguardava tutte le persone che lo riguardavano ( altri scrittori, la sua editor etc etc); se venisse pubblicato molte persone non avrebbero vita facile, quindi sono tanti a volerlo zittire. E quando Strike lo trova morto in circostanze bizzarre, l’investigatore si trova di fronte ad un assassino alquanto controverso. Chi sarà, tra tutte le persone presenti nel romanzo, l’assassino dello scrittore?

Devo dire che questa volta la Rowling mi ha sorpreso. Questo romanzo non ha nulla a che fare con il primo, Il Richiamo del Cuculo, che a mio parere non era proprio un romanzo eccezionale.

Qui vengono meglio caratterizzati i due protagonisti principali, Strike e la sua assistente Robin –oh, quanto AMO questa donna-  riuscendo a chiarire la loro relazione e i loro rapporti lavorativi.

Se nel Richiamo del Cuculo avevo intuito chi fosse l’assassino, qui l’intreccio dei personaggi e degli indizi è talmente contorto che ad un certo punto mi sono lasciata guidare dalla storia, senza voler per forza capire io stessa chi fosse il colpevole – anche perché non l’ho azzeccato, tié-

Secondo me da ora in poi i romanzi possono salire verso il meglio, e non vedo l’ora di poter avere fra le mani il terzo capitolo della storia. L’epilogo è davvero….magnifico, non vi dico altro. Assolutamente da leggere.


Notre Dame de Paris

di Victor Hugo

Rating:  ★★★★★ 5/5*

Come poter scrivere di un capolavoro del genere? Come poter parlarvi di un autore così straordinario? Notre Dame de Paris è uno di quei classici che devono essere letti almeno una volta nella vita.

Da questo romanzo sono state tratte molte opere teatrali, come il musical omonimo Notre Dame de Paris, oppure riproduzioni cinematografiche della Disney chiamata Il Gobbo di Notre Dame, che tra l’altro è uno dei miei cartoni animati preferiti.

Inutile parlavi della storia, perché credo che tutti oramai la conoscono.

Inutile parlarvi della bellezza e della maestria della scrittura di Hugo. E’ un mago della parola; a volte i suoi tratti sono ironici, altre volte drammatici, altre volte ancora pieni d’amore e voglia di vivere.

Ci si trova di fronte ad una Parigi medioevale di straordinaria bellezza, tutto esaltato dalle numerose descrizioni che l’autore fa della città, della cattedrale di Notre Dame, dei cieli del tempo. Meraviglioso è dire poco. Non si riesce mai a dare un giudizio su questa tipologia di romanzo, perché per essere apprezzato deve essere letto. Il libro parla da sé. Lascia dentro un senso di bellezza e tristezza. Ed è magnifico.


Questi sono tutti i libri che ho letto. Avete letto qualcuno di questi citati? Avete da consigliarmene altri?

Quali sono state le vostre letture del mese?

Ditemelo qui sotto ♥

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28 thoughts on “April Wrap Up | Ovvero i libri letti nel mese di Aprile 2015

  1. Accidenti, 8 libri in un mese sono tantissimi, bravissima!
    Io ne ho letti solo 3: Il cardellino di Donna Tartt (il più lungo), Quando siete felici, fateci caso di Kurt Vonnegut e La vendetta del diavolo di Joe Hill.
    Ne ho letti anche altri due, non romanzi, ma in merito alla situazione scolastica di mio figlio, ma quelli non li conto.
    Mi hai messo molta curiosità in merito a Notre Dame de Paris, che non ho mai preso in considerazione forse perchè non mi è mai stato molto simpatico il cartone della Disney e poi lo associo a Cocciante che mi fa venire depressione. Però chissà… magari ci faccio un pensierino.

    • Notre Dame de Paris libro non ha nulla a che fare con tutti quelli che noi conosciamo grazie appunto ai film e musical. E’ più cupo, però davvero eccezionale. Vedrai che non te ne pentirai, a mio avviso 🙂

  2. Mi incuriosisce molto “Lizzie” e lo aggiungerò in wishlist!
    Anch’io ho letto di recente “Notre Dame de Paris” e DEVE essere letto una volta nella vita per tutto quello che riesce a creare Hugo con la sua scrittura. Ho in mente di leggere anche “I Miserabili” di cui ho visto il film musical più recente al cinema e mi attare molto nonostante la mole!
    A me piace moltissimo la Yoshimoto! Se vuoi provare una raccolta di racconti di consiglio “Il corpo sa tutto” o “Ricordi di un vicolo cieco” mentre se vuoi rimanere su una storia singola diciamo a me sono piaciuti molto sia “Kitchen” sia “Sly”. Fammi sapere! 🙂

  3. 8 libri?!?! mannaggia che brava che sei!! Io ho a malapena la forza di leggere i bigliettini dei baci Perugina ultimamente…
    Ma giuro che mi rifarò!
    un abbraccio

  4. Notre-Dame de Paris l’ho appena letto anch’io, con annessa visione del musical: spettacolare! Concordo quando dici che DEVE essere letto. Personalmente le eccessive digressioni e parentesi varie le ho trovate alla lunga un po’ noiose ma non compromettono per nulla la bellezza del libro, bello bello bello!

  5. Ciao! Anche io adoro Banana Yoshimoto e la penso esattamente come te, trasmette una grande serenità. Io ti consiglio di leggere Amrita e L’abito di piume, sono quelli che ho preferito. A presto

  6. Il gobbo di notre-dame ispira molto anche a me.. ho visto il musical e mi era piaciuto a tal punto che avevo comprato anche il libro..che in realtà non ho ancora avuto la voglia e il tempo di leggere 😦

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