Cinque romanzi eclissati dalla fama dell’autore

Capita molte volte di associare un determinato autore ad un determinato libro della sua produzione senza badare a tutti gli altri romanzi da lui scritti. Mi rendo conto che anche io, molto spesso, tendo a snobbare un romanzo “minore” di uno scrittore che mi piace particolarmente solamente perché la sua opera di maggiore successo mi è piaciuta da impazzire – e mi auto-convinco che tutto il resto sia spazzatura-, non rendendomi conto che in realtà anche quei libri nascondo sorprese.

Infatti ci si sbaglia: a volte anche gli scritti minori – che minori proprio non sono- possono essere davvero romanzi straordinari e davvero coinvolgenti, e solo perché non sono diventati popolari sono comunque degni di interesse e considerazione; sono qui oggi per farvi una piccola carrellata di titoli di romanzi che secondo me valgono la pena di essere letti.

L’Abbazia di Northanger

Di Jane Austen

Jane Austen è celebre per aver scritto il famosissimo Orgoglio e Pregiudizio. Nessuno però parla mai di un altro suo romanzo – che a me è piaciuto particolarmente più di tutti di tutti gli altri-, ovvero L’Abbazia di Northanger, sicuramente il suo romanzo meno conosciuto e di meno successo. Scritto nel 1803 ma pubblicato nel 1818 dopo la morte della scrittrice, L’abbazia di Northanger racchiude in sé due tipologie di romanzo: quello sentimentale, tema che troviamo in tutti in tutti i romanzi della scrittrice e che costituisce la prima parte del romanzo, e quello gotico, che in quegli anni era molto in voga e che ne costituisce la parte centrale e finale. La protagonista di questa storia altro non è che una giovane donna, Catherine Morland- che l’autrice stessa descrive come anti-eroina-, con una spiccata immaginazione, un po’ ingenua e sempliciotta – vede il pericolo anche dove non c’è, sempre pronta a immaginare un fantasma dietro una tenda che si muove.-

A molti può risultare un romanzo noioso e non nello stile della Austen, ma secondo me invece ci sono tutti gli elementi di scrittura che caratterizzano questa scrittrice: l’ironia che usa per descrivere i suoi personaggi, l’ambientazione che per la prima volta è tratta da elementi gotici ( molti i riferimenti letterari a romanzi come I Misteri di Udolfo ) e la suspance mai così attiva come in questo romanzo – sempre frutto delle fantasie della protagonista.-

L’Arte di Correre

di Haruki Murakami

Haruki Murakami, conosciuto per aver scritto il famoso 1Q84, in questo racconto si mette a nudo e narra com’è nata la sua passione per la corsa. E’ uno stupendo autoritratto di uno scrittore-maratoneta, di come il suo amore per la scrittura e per la corsa ( che qui viene quasi intesa come salvezza e redenzione) serva a rendere l’equilibrio del suo corpo stabile e di vitale importanza per la sua vita. Infatti, dopo tanti anni passati a gestire un bar – che lo annientava, che lo distruggeva- Murakami decide di cambiare vita: chiuse il suo bar, smise di fumare e si dedicò a correre. Dapprima le prime difficoltà, come sentirsi fuori forma, stancarsi subito, ma pian piano che il suo corpo si abituò al movimento, la corsa divenne quasi un’esigenza fisica, una droga. Murakami scrive:

Perché scrivere è un’attività pericolosa, una perenne lotta con i lati oscuri del proprio essere ed è indispensabile eliminare le tossine che, nell’atto creativo, si determinano nell’animo di uno scrittore. Al tempo stesso, questo insolito libro propone però anche illuminanti squarci sulla corsa in sé, sulle fatiche che essa comporta, sui momenti di debolezza e di esaltazione che chiunque abbia partecipato a una maratona avrà indubbiamente provato.

Come non potersi innamorare poi della scrittura di questo uomo? Davvero coinvolgente e lineare, profonda e sincera, non banale e scontata. Davvero un bellissimo libro.

Robin Hood

di Alexandre Dumas (padre)

libro

Alexandre Dumas (padre) è conosciuto per il suo capolavoro quale è Il Conte di Montecristo. Molti non sanno che è anche l’autore del libro Robin Hood, il personaggio leggendario che vive nei boschi anglosassoni. Dumas per questo romanzo si ispira ad una vecchia ballata inglese, “Robin Hood and Guy of Gisborne”, di epoca e autore sconosciuto.

Robin, che vive nell’Inghilterra medioevale, è l’eroe senza macchia e senza paura, difensore dei deboli e salvatore di fanciulle indifese. L’autore descrive questo personaggio in tutte le sue sfaccettature ( rende una leggenda un personaggio palpabile, vivo),  descrive gli usi e i costumi del tempo – con pregi, difetti e contraddizioni- e accende l’attenzione del lettore con momenti di ricca avventura e con intrepide battaglie. Tra gli aiutanti del fuorilegge, troviamo il fidato Little John e molti altri personaggi nello sfondo della foresta di Sherwood. Per quanto questo romanzo possa essere un po’ deludente sotto certi punti di vista – la scrittura non mi ha fatto impazzire- la storia di Robin Hood è la storia di ognuno di noi: la storia di una ribellione, di un uomo che crede in una vita giusta, equa e senza ingiustizie. Ci spinge ad essere persone migliori sia per noi stessi che per gli altri.

La storia di Robin Hood è stata ispirazione per molti film cinematografici per adulti e bambini: ma per quanto i film siano cartonati, divertenti o drammatici, Robin Hood incarna la giustizia che alla fine vince sempre.

L’Oceano in Fondo al Sentiero

di Neil Gaiman

Come non poter citare uno dei miei scrittori preferiti? Neil Gaiman, conosciuto per aver scritto libri come Coraline, Stardust, The Sandman e molti altri, L’Oceano in fondo al sentiero è un racconto lungo, proprio di quelli che non riesci a staccare gli occhi dalle pagine. Se siete in astinenza delle atmosfere alla Tim Burton, questo libro farà per voi.

Il romanzo comincia quando il narratore lascia il cimitero dopo la fine di una cerimonia funebre e si mette alla guida della sua auto senza una destinazione apparente: in realtà va a visitare i luoghi della sua infanzia che non vede da tantissimo tempo. Alla fine si ritrova sul sentiero che porta a una vecchia fattoria e a uno stagno. C’è una anziana donna sulla porta, che lo conosce e gli offre una tazza di tè. Mentre aspetta che l’acqua bolla, il narratore viene trascinato di quarant’anni indietro dai suoi ricordi, quando un inquilino della casa di famiglia aveva rubato la loro auto, dentro alla quale si era suicidato, evocando antiche forze che andavano lasciate in pace. Da quei ricordi si scatenano oscure creature che vengono da chissà dove e il narratore deve ricorrere a tutte le sue risorse per sopravvivere. L’orrore più terribile e minaccioso crea devastazioni indicibili. E il narratore, che ai tempi era solo un ragazzino, dispone come propria unica difesa di tre donne di una fattoria in fondo al sentiero… La più giovane di loro afferma che lo stagno è un oceano. La più anziana si ricorda del Big Bang.

Non è strano se Neil Gaiman sia molte volte correlato a Tim Burton. Le atmosfere sono emozionanti, i personaggi sono tutti caratterizzati e ben definiti, e straordinarie sono alcune riflessioni di vita che l’autore ci pone all’interno del romanzo;

“Niente è mai lo stesso. Che sia fra un secondo o fra cent’anni. Le cose sono sempre lì che ribollano e s’intorbidano. E le persone lo stesso, cambiano quanto gli oceani.”

So che molti non lo considerano propriamente un bel romanzo, ma credetemi che ne vale la pena: dimenticatevi di tutti gli altri romanzi, e provate a prenderlo per quello che è- quindi un romanzo per ragazzi, quindi non dovete aspettarvi un capolavoro della letteratura per adulti-. Vedrete che alla fine anche voi vi ritroverete d’accordo sui ricordi d’infanzia di questo bambino, e vi risveglierà la parte più magica che è in voi.

Ps: E poi, chi non vorrebbe avere come amica una fata?

La Veneziana e altri racconti

di Vladimir Nabokov

La Veneziana è una racconta di racconti inediti che Nabokov, autore del più conosciuto libro Lolita, scrisse tra il 1923 e il 1925. Questi 13 racconti trattano di argomenti differenti, come la nostalgia della Russia, o di rivoluzione, d’amore o vendetta.

Per quanto siano racconti molto differenti uno dall’altra, la scrittura di Nabokov rimane sempre la stessa: meravigliosa. L’abilità della sua scrittura, che passa da essere nostalgica, a poetica e lirica, e cruda e realista, ci fa navigare in tutti quei sentimenti dell’animo umano. Ci fa arrabbiare, ci fa sognare e poi nette inquietudine. Davvero una delle raccolte di racconti più belle che io abbia mai letto.  Tra i miei racconti preferiti ci sono: Suoni, Gli Dèi, la Veneziana e il Drago. 

Quali sono i vostri cinque libri eclissati dalla fama dell’autore?

Ditemelo in un commento ♥

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5 thoughts on “Cinque romanzi eclissati dalla fama dell’autore

  1. Da grande amante di Jane Austen concordo su quanto affermi su Northanger Abbey: è un romanzo spesso snobbato, eppure è uno con più spunti, uno dei più divertenti e uno dei miei preferiti!

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